Come implementare l’istituto delle adozioni internazionali

Nella giornata di ieri, 14 luglio 2014, si sono riuniti in plenaria – distanza di due anni dall’ultima assemblea generale – tutti gli Enti Autorizzati sotto la guida della Presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali, Silvia della Monica.

Nel mentre, si discutevano a Montecitorio tre mozioni (Binetti, Santerini,Quartapelle), a cui si è aggiunta una quarta mozione (Palmieri) sulle questioni inerenti l’adozione. Una giornata intensa che testimonia l’interesse delle Istituzioni affinchè possa essere migliorato un istituto, quale quello delle adozioni internazionali, che da sempre caratterizza l’Italia in termini di accoglienza e di solidarietà e, soprattutto, per l’impegno a garantire il diritto alla famiglia per ogni minore. Tra i temi sollevati durante il dibattito alla Camera e nel corso della riunione degli EEAA alla CAI, al di là della necessità di una semplificazione delle procedure burocratiche e di agevolazioni fiscali alle famiglie, si evidenziano due aree cruciali. Prima di tutto l’urgenza di azioni diplomatiche e di politica estera, così da riscrivere – come da tempo sottolinea la parlamentare Lia Quartapelle – la geografia delle adozioni internazionali. Inoltre, una revisione dei percorsi post-adottivi, al fine di garantire un effettivo sostegno alle famiglie che, sovente, si ritrovano da sole ad affrontare le complesse difficoltà intrinseche all’adozione. In tale prospettiva, un’interessante riflessione è quella in atto nel Regno Unito, dove di recente si stanno svolgendo iniziative finalizzate anche ad una maggiore sensibilità dell’opnione pubblica e della collettività verso la scelta adottiva.

Le mozioni sull’adozioni internazionale_articolo su Vita Magazine

Uno short film su come incrementare la sensibilità verso le adozioni in Inghilterra